Le emozioni sono un fenomeno complesso, di durata limitata, e risultato di una valutazione di eventi interni o esterni. Nell'età evolutiva le emozioni hanno un ruolo importantissimo: permettono per esempio lo sviluppo dell’attaccamento alla figura genitoriale, delle competenze sociali, e più in generale della competenza emotiva.

I bambini sono in grado di provare emozioni sin dai primissimi mesi di vita. Il neonato possiede fin dalle prime settimane dopo la nascita la capacità di provare empatia, ovvero di entrare in sintonia con lo stato emotivo dell’altro, e l’intero bagaglio emotivo viene poi arricchito e appreso poi tramite la relazione con l’adulto di riferimento. Questa è un’ottima notizia se pensiamo al valore evolutivo delle emozioni, ma può essere fonte di preoccupazione per chi ora sta pensando “quindi dipende da me se mio figlio sviluppa una buona competenza emotiva?”. La risposta è: non esiste il genitore perfetto, dobbiamo essere consapevoli che noi (difetti inclusi) siamo il modello educativo per il nostro bambino, e comportarci di conseguenza. Dobbiamo pensarci come un "allenatore di emozioni" che accompagna il bambino alla scoperta, all'espressione e alla regolazione di queste!

Le emozioni (TUTTE!) servono, sono state “pensate” perché ognuna ci aiuti nell’evoluzione. Pensiamo, per esempio, alla tristezza (emozione considerata da molti negativa – “non piangere…i bambini bravi non piangono”): a cosa pensate che serva?

Il cartone Inside Out (che vi suggerisco di guardare se non l’avete ancora fatto!) ci mostra che vivere un momento triste senza cercare di scacciare le lacrime può aiutare a farci sentire più sollevati, a non tenere tutto dentro, a non cadere nell’ansia, senza perdere il controllo… accettando e comprendendo che tutte le emozioni fanno parte di noi. Le lacrime, infatti, non sono qualcosa da evitare, possono essere legate sia a Gioia che a Tristezza, e spesso sono uno dei modi che il nostro sistema di regolazione delle emozioni ha per “buttare fuori” e scaricare la tensione emotiva.

E' molto importante che l’adulto faccia da modello nel vivere liberamente le emozioni proprie e altrui. In famiglia il bambino deve avere esperienza che le emozioni possono essere espresse, che di loro si può parlare, e che non ci sono quelle "belle" e quelle "brutte". Quindi attenzione alle risposte che diamo ai nostri cuccioli!

 

 

 

 

 

Da un recente studio (Karnilowicz, Waters, & Mendes, 2018) è emerso che i genitori che tentano di sopprimere lo stress appaiono nel gioco coi loro figli meno efficaci e meno interattivi, forniscono meno input ai figli, che a loro volta sono meno reattivi nei confronti dell’adulto.  

Dobbiamo inoltre sottolineare che i bambini sono molto abili nell’acquisire “informazioni emotive” dai loro genitori. Per esempio, se il bambino sente che è successo qualcosa di negativo e il genitore si comporta come se nulla fosse successo, il bambino potrà sentirsi confuso e il genitore starà mandando un messaggio ambiguo al proprio figlio. Quindi piuttosto che sopprimere le emozioni è bene parlare di emozioni ai bambini, mostrando loro che anche i grandi possono essere tristi, arrabbiati, felici o preoccupati… e che non c’è nulla di male in questo!

Quindi, per concludere, insegniamo ai bambini le emozioni, sottolineando che anche se a volte spiacevoli non sono da evitare… al contrario, dobbiamo conoscerle per imparare a conviverci! 

 

Se avete domande o desiderate comprendere il modo in cui i vostri cuccioli manifestano (o non) le loro emozioni scrivetemi!
 

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